**Dopo la crescita: ripensare il progresso in un mondo finito** è un saggio che affronta una delle questioni più decisive del nostro tempo: il tramonto della crescita economica come orizzonte indiscusso del progresso umano. In un pianeta segnato da crisi climatiche, limiti energetici, disuguaglianze sociali e fragilità democratiche, l’idea che “crescere di più” sia la soluzione universale appare sempre più inadeguata.
Attraverso un percorso storico, economico e politico, il libro ricostruisce come la crescita sia diventata il fulcro della modernità, analizzandone i successi ma anche le contraddizioni profonde. Dalla rivoluzione industriale alla globalizzazione, dall’età dell’abbondanza al fallimento della crescita “verde”, emerge un quadro in cui l’espansione economica continua produce sempre meno benessere e sempre più instabilità.
Il volume esplora le alternative che stanno emergendo nel dibattito contemporaneo: la decrescita come critica dell’immaginario dominante, la prosperità senza crescita, il valore del tempo e del lavoro di cura, le economie locali e la resilienza dei territori, fino alle politiche necessarie per un “dopo” credibile e giusto. Al centro vi è una proposta chiara: spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità, dall’accumulazione alla sufficienza, dalla competizione alla cooperazione.
Senza offrire soluzioni semplicistiche, **Dopo la crescita** invita a ripensare il significato stesso di progresso, riconoscendo il limite come condizione di libertà e la responsabilità come fondamento di un nuovo patto tra economia, società e natura. Un libro per chi avverte che il modello attuale ha raggiunto i suoi confini e vuole immaginare, con rigore e realismo, un futuro prospero entro i limiti del pianeta.
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