
Tra la tarda serata di domenica 18 gennaio e la giornata di martedì 20 gennaio 2026, il Sud Italia, con particolare intensità in Sardegna, Sicilia e Calabria, è stato investito da un’importante fase di maltempo estremo causata dal Ciclone Harry, un sistema ciclonico mediterraneo caratterizzato da piogge intense, venti tempestosi e mareggiate violente.
Cos’è il Ciclone Harry e perché è pericoloso
Il ciclone denominato “Harry” dagli osservatori meteo europei è un ciclone mediterraneo di tipo profondo, alimentato da aria umida proveniente dal Nord Africa che si scontra con masse d’aria fredda continentale. Questo contrasto termico e umido ha generato fenomeni atmosferici di intensità eccezionale, con dinamiche simili a quelle delle tempeste extratropicali più violente.
Secondo le previsioni e gli aggiornamenti dei modelli meteorologici, il sistema avrebbe mantenuto attività severa per oltre 48 ore, con precipitazioni totali tra i 200 e i 400 millimetri in molte aree della Sardegna e della Sicilia, un volume di pioggia paragonabile a quello di un’intera stagione meteorologica concentrato in un paio di giorni.
Fenomeni atmosferici estremi: pioggia, vento e mareggiate
Le condizioni meteo associate al Ciclone Harry sono state estreme:
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Piogge torrenziali e nubifragi: Su vaste porzioni delle tre regioni sono caduti quantitativi di pioggia oltre i 200 mm in meno di 24 ore.
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Venti di tempesta: Raffiche fino a 120-130 km/h hanno interessato le aree esposte soprattutto lungo i litorali orientali, con potenziali effetti su linee elettriche e alberature.
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Mareggiate significative: Onde fino a 6-9 metri hanno investito le coste del basso Tirreno, dello Ionio e del Canale di Sicilia, condizione particolarmente pericolosa per le strutture marittime e i porti.
Le forti correnti di scirocco hanno aggravato la situazione con un carico pluviometrico intenso e venti impetuosi, rendendo difficoltose le operazioni di soccorso e il normale funzionamento dei collegamenti marittimi.
Allerta rossa, misure di protezione e impatti sociali
La Protezione Civile ha emesso allerta rossa (massima) su Sardegna, Sicilia e Calabria per rischio idrogeologico, idraulico e costiero. In molte località sono state adottate misure atte a prevenire ulteriori criticità:
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Chiusura di scuole e uffici pubblici per limitare gli spostamenti durante le ore più difficili.
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Evacuazioni preventive in zone costiere vulnerabili alla mareggiata e allagamenti.
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Interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile per alberi pericolanti, allagamenti stradali, dissesti e soccorsi di persone in difficoltà.
In Sardegna, ad esempio, due pastori dispersi sono stati ritrovati vivi, ma numerosi interventi di soccorso evidenziano la complessità dell’evento e la vastità dei territori coinvolti.
Prospettive di evoluzione
Secondo le analisi meteorologiche, la fase più acuta del ciclone dovrebbe attenuarsi progressivamente entro la metà della settimana, con un miglioramento graduale delle condizioni atmosferiche. Tuttavia, l’effetto residuo di pioggia e vento potrebbe persistere su alcune aree anche oltre il 22 gennaio, prolungando i provvedimenti di allerta e monitoraggio.