Metsola: “La minaccia dei dazi è inutile, la Groenlandia non è in vendita”

La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola,

Bruxelles, 18 gennaio 2026 – La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha respinto con fermezza le minacce di dazi annunciate dagli Stati Uniti nel contesto delle crescenti tensioni relative alla Groenlandia, riaffermando che l’isola non è, e non sarà, in vendita. La dichiarazione arriva nel pieno di un’intensa disputa diplomatica e commerciale tra Washington e Bruxelles.

 

Il contesto dello scontro
La crisi attuale trae origine da un’iniziativa del presidente statunitense Donald Trump, che ha proposto un piano di possibile acquisto o controllo strategico della Groenlandia, vasto territorio autonomo appartenente al Regno di Danimarca e di cruciale importanza geostrategica nell’Artico. Secondo fonti statunitensi, la posizione dell’isola potrebbe essere funzionale a interessi di sicurezza nazionale degli USA, in particolare per arginare l’influenza di potenze come Russia e Cina nella regione.
In un recente annuncio, Trump ha dichiarato l’intenzione di imporre dazi crescenti fino al 25 per cento su prodotti europei importati negli Stati Uniti, rivolti ad almeno otto Paesi dell’Unione Europea (Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Finlandia e Regno Unito) qualora non venga accettata una qualche forma di cessione o accordo sulla Groenlandia.

 

La replica di Metsola
In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X, Metsola ha condannato con determinazione le misure minacciose, definendole inutili e controproducenti. Secondo la presidente dell’Europarlamento, le misure tariffarie non garantirebbero maggiore sicurezza nell’Artico e rischiano piuttosto di compromettere la stabilità tra alleati e rafforzare posizioni geopolitiche avverse ai valori occidentali.
Metsola ha sottolineato che l’Unione Europea sostiene pienamente la Danimarca e il popolo groenlandese e che la sovranità e l’integrità territoriale dell’isola devono essere rispettate. Ha inoltre ribadito che alcuna pressione economica, incluse minacce di dazi, potrà mai alterare questa realtà fondamentale.

 

Reazioni internazionali
Le parole di Metsola si inseriscono in un coro di condanne da parte di diversi leader europei, che considerano le minacce tariffarie un’azione di coercizione che potrebbe danneggiare gli equilibri transatlantici. Manifestazioni sono state segnalate sia nella capitale groenlandese, Nuuk, sia in città europee, con slogan che richiamano al rispetto della sovranità territoriale e alla fine delle interferenze esterne.
Parallelamente, nel Parlamento Europeo si discute anche di possibili contromisure economiche, comprese proposte per sospendere o riconsiderare negoziati commerciali in corso con gli Stati Uniti, se la situazione dovesse degenerare ulteriormente.

 

Le implicazioni future
La disputa sulla Groenlandia rappresenta un nodo critico nel rapporto tra Stati Uniti ed Unione Europea, mettendo in evidenza l’importanza strategica dell’Artico nel nuovo ordine geopolitico globale. Gli sviluppi nei prossimi giorni saranno cruciali per comprendere se la diplomazia prevarrà sulle minacce economiche o se la controversia si tradurrà in un conflitto più ampio nei rapporti commerciali transatlantici.

 

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