Un recente rapporto internazionale ha acceso un forte campanello d’allarme sullo stato dei diritti civili e delle libertà democratiche nei principali paesi dell’Unione Europea. Secondo la Global Alliance of Civil Society Organizations (CIVICUS), Italia, Francia e Germania, che insieme ospitano quasi metà della popolazione dell’UE, registrano un significativo deterioramento dell’ambiente in cui operano le organizzazioni della società civile, con evidenti ripercussioni sulla libertà di associazione, di espressione e di manifestazione pacifica.
Il rapporto annuale, che monitora la situazione in quasi 200 paesi e territori, classifica ciascun paese su una scala che va da “aperto” a “chiuso” in base allo spazio concesso alle organizzazioni civiche. Fino a poco tempo fa, Francia, Germania e Italia rientravano nella categoria “ristretto”, un livello che già segnalava difficoltà crescenti per l’azione civica. Tuttavia, nella più recente valutazione questi tre Stati membri sono stati declassati allo stato di “ostacolato”, il terzo livello più basso della scala.
La transizione a questa categoria segnala che non si tratta più di semplici criticità, ma di ostacoli strutturali crescenti all’attività delle organizzazioni non governative, dei movimenti sociali e dei gruppi di difesa dei diritti umani. Le restrizioni non sono un fenomeno isolato, ma riflettono tendenze più ampie all’interno di democrazie consolidate, dove l’azione civica sta subendo pressioni crescenti sia sul piano legislativo sia in quello pratico.
Le forme della minaccia
Tra le principali criticità evidenziate dal rapporto vi sono limitazioni alla libertà di riunione pacifica, l’uso eccessivo della forza contro manifestanti, intimidazioni verso giornalisti e attivisti, così come l’adozione di normative che rendono più difficile la registrazione e il finanziamento delle associazioni civiche. In Francia, ad esempio, le forze dell’ordine sono state più frequentemente oggetto di critiche per l’uso della forza durante le proteste, mentre in Germania alcune misure legislative hanno complicato l’azione di gruppi impegnati in temi sensibili come l’immigrazione. Anche in Italia gli osservatori segnalano un clima di crescente ostilità nei confronti di iniziative civiche critiche nei confronti delle istituzioni o delle politiche pubbliche.
Queste dinamiche non sono isolate in Europa occidentale. Secondo osservatori indipendenti, lo spazio civico nel continente nel suo complesso è sotto pressione da anni, con limitazioni più marcate in alcuni Paesi dell’Europa centrale e orientale. Tuttavia, l’emergere di restrizioni significative in Stati tradizionalmente considerati pilastri della democrazia europea accentua la preoccupazione per la tenuta delle libertà fondamentali.
Impatti sulla democrazia e sulle politiche pubbliche
Una società civile forte non è solo un elemento costitutivo della democrazia, ma anche un attore essenziale nel garantire trasparenza, responsabilità pubblica e tutela dei diritti. Organizzazioni civiche svolgono un ruolo cruciale nel monitoraggio delle istituzioni, nella protezione delle minoranze e nel promuovere il dibattito pubblico su temi cruciali come l’ambiente, l’eguaglianza e la giustizia sociale. Un ambiente ostacolato rischia di indebolire queste funzioni, con effetti potenzialmente duraturi sulla qualità del processo democratico.
La Commissione Europea ha riconosciuto la necessità di rispondere a queste tendenze. Nel 2025 l’UE ha varato nuove misure strategiche, tra cui lo “scudo europeo per la democrazia”, volte a rafforzare la protezione delle libertà civiche e a sostenere le organizzazioni della società civile nel coordinamento transnazionale. Tuttavia, molti attivisti e giuristi ritengono che questi passi siano ancora insufficienti per contrastare efficacemente la crescente pressione su questo spazio fondamentale.
Il peggioramento delle condizioni per la società civile in Italia, Francia e Germania segnalato dal monitoraggio di CIVICUS rappresenta un serio campanello d’allarme per l’Unione Europea. La protezione delle libertà civiche, della partecipazione pubblica e dei diritti fondamentali rimane un pilastro insostituibile della democrazia. La recente classificazione come “ostacolato” indica che persino democrazie consolidate non sono immuni alle pressioni che limitano la vitalità civica. Per preservare questi spazi, sarà necessario un impegno deciso da parte delle istituzioni, della società e dei cittadini stessi.
