In Belgio, il nazionalista fiammingo Bart De Wever è stato chiamato a far parte dell’ex governo


Il re Filippo del Belgio accoglie il presidente della N-VA, Bart De Wever (a destra), prima di una riunione a Bruxelles, il 10 luglio 2024.

Un mese dopo le elezioni legislative belghe, il dirigente fiammingo Bart De Wever, presidente dell’Alleanza neoflamande (N-VA), è stato nominato «formatore» del governo federale dal capo dello Stato, il re Filippo, mercoledì 10 luglio. Nell’ultimo anno di storia del Belgio, celebre per la durata delle sue crisi politiche – tra cui quella durata cinquecentoquaranta e un giorno, nel 2010-2011 –, la performance è inedita. Potrebbe condurre all’adesione del nazionalista fiammingo alla testa del governo federale: il formatore non deve sempre seguire il capo del governo, ma un accordo tacito sembra essere progettato tra le parti presenti al tavolo delle trattative per consentire a M. De Vuoi accedere a questa funzione?

Cinque formazioni dovevano far parte della nuova coalizione, già battezzata « Arizona », in riferimento ai quattro colori del drappeggio di questo Stato americano: oltre al giallo che simboleggia la N-VA, il blu è quello del Movimento riformatore (MR, liberale francofono). ), l’arancione dei partiti centristi Cristiani Democratici e Fiamminghi (CD&V) e degli Impegnati (francofoni), il rosso del Partito socialista néorlandese, Vooruit. Quest’ultimo, desolidarizzato dal suo omologo francofono, il PS, è stato il più difficile da convincere a imbarcarsi in una possibile maggioranza.

Martedì 9 luglio, ha comunque accettato il principio di discussioni visto non pas, prima di mettere in atto una coalizione di centro destra, ma « un governo di squilibrio socio-economico ». Un modo per sostenere una parte della sua base e dei sindacati. I suoi 16 seggi alla Camera dei rappresentanti saranno, in ogni caso, indispensabili per garantire alla coalizione una maggioranza sufficiente: in caso contrario, non ne riporterà altri 68 su 150.

Fase di austerità

Se si vede la giornata «rapidamente», a settembre si sa, come lo spettro M. De Wever, che il governo che succederà al liberale Alexander De Croo dovrà affrontare subito una situazione di bilancio delicata. Nel 2023, il Regno era il paese più a nord dell’Unione europea, compresa la Slovacchia. Ciò ha determinato il valore dei rimborsi della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Dovrà quindi risparmiare circa trenta miliardi di euro entro la fine del decennio per risanare le sue finanze pubbliche. Un accordo sembra verificarsi su questo punto. Le regioni vallone e brussellese, il cui livello di povertà sta aumentando rapidamente, saranno anch’esse costrette a passare attraverso una fase di austerità.

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