Emmanuel Macron, in una lettera ai francesi, contesta la vittoria del Nuovo Fronte Popolare e difende un «ampio schieramento» senza RN né LFI


Emmanuel Macron in cima all'OTAN, a Washington, il 10 luglio 2024.

Emmanuel Macron è arrivato all’improvviso in cima all’OTAN, senza una parola né un riguardo per i giornalisti. Mercoledì 10 luglio, ma il piede è stato messo a Washington per raggiungerli celebrazioni dei 75 anni dell’Alleanza Atlantica, inizia la veglia senza di luiil capo dello Stato si è recato al primo piano del centro congressi della capitale americana per rispondere a tutti nuovo primo ministro britannico, Keir Starmer. Souriant, l’aria si è fatta più leggera quando ha cambiato una mano con il presidente americano, Joe Biden, il responsabile dell’Eliseo pensava di avere più di un oceano tra lui e la crisi politica che stava agitando il suo paese. Ecco in questo elemento, a coppie, evocare i grandi sconvolgimenti del mondo: l’invasione russa in Ucraina e le tensioni indo-pacifiche.

La lettera in francese che si sente dire a margine della stampa regionale deve essere messa a tacere dal putiferio politico esagonale. Emmanuel Macron ha redatto la missiva di veglia dall’Eliseo, con le parole del suo entourage, prima di finalizzare i dettagli dell’A330 che lo ha condotto negli Stati Uniti. Il corriere, presentato dalla presidenza della Repubblica come « un formato di adattamento »con la fine in un silenzio inconsueto in una giornata di sole.

Sbagliato, lo chef dello Stato gli ha parlato di assicurare la sua tranquillità all’OTAN? Tre giorni dopo la conclusione delle elezioni legislative, Emmanuel Macron si è messo a capo delle eleganze, quasi come maestro di gioco.

A coloro che hanno espresso la loro opinione sulla scelta di non partecipare all’Assemblea nazionale, il 9 giugno, rischiando di liberare il Paese dalle mani dell’estrema destra, il presidente ha risposto esprimendo il suo compiacimento per la « mobilitazione » dal francese il 30 giugno e il 7 luglio, « segno della vitalità della nostra Repubblica » e di uno « bisogno di espressione democratica ». La sua scelta era quindi buona, lascialo capire.

E i suoi avversari del Nuovo Fronte Popolare (NFP) hanno il torto di gridare vittoria, cingle-t-il. « Persona non importata » al momento di questo esame, giudica le prime linee della sua missiva, ignorando che l’alleanza di sinistra è arrivata di testa (195 sedute dopo il conteggio del Mondo dall’8 luglio), seguito dall’Ensemble for the République (168 posti) e dal Rassemblement national (RN, 143 posti), di fronte a Les Républicains (LR, 45 posti). Emmanuel Macron dipinge un’Assemblea nazionale dove « le coalizioni che reagiscono a queste elezioni sono tutte minoritarie » per meglio relativizzare l’avanzamento della pianificazione naturale naturale.

Ex «maggioranza solida, necessariamente pluriennale»

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