All’Assemblea nazionale, le proposte di Marine Le Pen


Arrivo di Marine Le Pen all'Assemblea nazionale, il 10 luglio 2024.

Partono 88 dal momento dello scioglimento; ma con un rapido sollievo, si avvicinarono tra il 122 e il 125 per tornare a Palazzo Borbone. Il Rassemblement national (RN) avrebbe potuto sedersi al 126, primo gruppo della nuova Assemblea nazionale, ma il deputato dell’Yonne Daniel Grenon non è stato invitato per la foto di classe, mercoledì 10 luglio: sanzionato per l’esempio dopo aver affermato che i « franco-maghrebini » non hanno il loro posto « negli alti luoghi della Repubblica ».

La festa doveva essere più indulgente con altri nuovi arrivati, come Florence Joubert, venuta in Dordogna, per cui un « Arabo » non può essere considerato come il francese e chi vilipende « i climato-manipolatori » tu « il demoniaco » filantropo americano George Soros. O con René Lioret, venuto dalla Costa d’Oro, ai numerosi post su Facebook di carattere razzista o ostile alla vaccinazione contro il Covid-19. La RN invia una commissione di conflitti a cui non si può ignorare la data. « Tutti quelli che hanno delle proposte che non sono conformi alle mie convinzioni saranno messi alla porta »aveva promesso Jordan Bardella. La commissione preciserà quindi a seconda dei casi, o meno, le convinzioni del dirigente di estrema destra.

René Lioret, seguace dell’epoca di Jean-Marie Le Pen, trovò « non è stato fatto con candidati dell’altro lato »ma avviene altrettanto discretamente quel mercoledì mattina in piazza del Palazzo Borbone. Lo stesso ha fatto Roger Chudeau, pubblicizzato con entusiasmo da Marine Le Pen, per aver rilanciato la polemica sui lavori vietati ai binari. Colui che riteneva che Najat Vallaud-Belkacem non avrebbe dovuto essere ministro, poiché il franco-marocchino aveva meno di un anno di tempo davanti alla luce delle telecamere. Ma non gli importa di passare di lì se in gruppo. « Le proposte di Roger Chudeau non erano razziste, semplicemente non erano sulla linea della RN »sfumatura Jean-Philippe Tanguy, membro dell’ufficio del gruppo.

« Lasciate che la polvere venga riposta »

Come nei due anni precedenti, la prima riunione di gruppo è l’occasione per una messa in scena: i deputati RN hanno il divieto di esprimere un « opinione personale ». Ecco la libertà di coscienza degli sguardi di estrema destra.

Altra messa a punto, espressa da Marine Le Pen: il punteggio di domenica 7 luglio non sarà mai qualificato come scacchista. Non importa che il presidente del gruppo RN stimi in misura tale da ottenere la maggioranza assoluta. « Quelli che, durante le quarantanove ore, hanno evocato un insuccesso nelle elezioni legislative, [comme] l’ho detto a qualcuno tra voi: lascia che riprenda la polvere »intime-t-elle alle sue troupe, secondo un estratto diffuso da BFM-TV, ammesso alla riunione. Messaggio trasmesso in anteprima per aver evocato un “fallimento” elettorale, che è anche il primo dei lepénistes: Jordan Bardella.

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